26 gennaio 2012

ROGER, UN FILM GIÀ VISTO


[Articolo in partnership con Tennis.it]

Oggi Roger Federer ha perso per la 18esima volta in 27 scontri diretti con Rafael Nadal, l’ottava (su dieci) in un torneo del Grande Slam. Colpa del fattore psicologico? Senza dubbio. Ma non solo di quello…

MELBOURNE - Quando commetti 63 errori gratuiti (36 dei quali col tuo colpo migliore), non sfrutti per tre volte un importante break di vantaggio e fallisci palle-break nei momenti topici, è dura vincere. Anche con un giocatore ‘normale’, figuriamoci contro quel marziano di Rafael Nadal. In campo, oggi, si è visto un po’ di tutto. Grandi passanti, soluzioni di fino e tanto agonismo, ma non è stato un bel match. Non lo è stato perchè uno dei due contendenti ha passato tre set di agonia, senza riuscire a fare ciò che voleva/poteva/doveva fare. Certo, non è la prima volta che succede, ma non per questo è meno stupefacente delle precedenti.

Anche questa volta Federer è stato completamente schiavo del rivale. Si pensava che l’unica soluzione a sua disposizione per poter vincere il match fosse quella di evitare di farsi schiacciare nella diagonale sinistra, quella in cui il diritto carico di ‘Rafa’ lo obbliga a indietreggiare col rovescio. Lo svizzero in parte ci è riuscito, ma non è bastato. Per niente. La palla di Nadal è troppo arrotata per il suo tennis, e lo costringe a colpire in maniera diversa rispetto al solito, rispetto a come a lui piace fare. Ed è da qui che scaturiscono i tanti, troppi errori. Roger lo sa già prima dell’inizio. Sa che non potrà giocare il suo tennis. Sa che per vincere dovrà fare di più. Ed è per questo che scende in campo tesissimo, e alla prima difficoltà crolla. Inesorabilmente. Perde lucidità, perde di vista ciò che deve fare, e finisce per essere totalmente in balia del gioco del maiorchino.

Proprio come avvenuto oggi. Partito benissimo, l’elvetico ha iniziato a trovare difficoltà nel settimo gioco, e ha subito perso la battuta. Per sua fortuna (e grazie all’errore immediato di Nadal che gli ha regalato il 2-0) è riuscito a tenere i nervi saldi nel successivo tie-break, vincendolo, altrimenti la sconfitta sarebbe stata ancor più sonora. Ma da quel momento non ha più concluso nulla. Sia nel secondo che nel terzo set ha immediatamente ceduto (con tanti banali errori) i break di vantaggio conquistati (1-0 e 4-3), e in altrettante occasioni (2-2 al secondo e 4-3 al quarto) ha perso la battuta dopo aver fallito una palla-break nel gioco precedente. Occasioni sprecate che, contro questo Nadal garante della legge del contrappasso, si pagano a caro prezzo. E così è stato.

Tante le decisioni sbagliate prese da Federer. Che di solito è maestro di tattica, ma non quando gioca contro Nadal. È vero che il servizio l’ha aiutato meno del solito (proprio oggi che ne aveva più bisogno di altre volte), ma lo svizzero troppe volte ha scelto di attaccare sul diritto rivale, e troppe volte è sceso a rete quando non avrebbe dovuto. Ma, pur rimediando passanti su passanti, ha continuato a farlo. E non perché non avesse un piano B, ma semplicemente perché era troppo scosso da ciò che stava accadendo per accorgersi dei propri errori.

Onore comunque a Nadal, che per quanto bistrattato e mal visto dagli amanti del bel gioco, ha dimostrato ancora una volta tutto il suo valore, inventandosi soluzioni apparentemente impossibili e mettendo in campo tutto ciò che aveva a disposizione. Il tennis è pur sempre un confronto di stili, e il suo (per quanto meno elegante sia) opposto a quello di Roger è decisamente più efficace. Con il 6-7 6-2 7-6 6-4 odierno, maturato in 3 ore e 42 minuti, ‘Rafa’ allunga a 18-9 (il doppio) negli scontri diretti, portandosi sull’8-2 nei tornei del Grande Slam. L’ultima vittoria di Federer in un Major risale al torneo di Wimbledon del 2007. Se ce ne sarà un’altra chiedetelo al dottor Freud.

2 commenti:

nik ha detto...

Premesso come quell'iNNesorabilmente strida tanto sonoramente da far passare in secondo piano il contenuto dell'articolo, credo sia nello specifico piuttosto riduttivo il voler circoscrivere alla cronica difficoltà dello svizzero nel controllare (sul rovescio) il rimbalzo arrotato partorito dal dritto uncinato dello spagnolo (che oggi ha fatto meno danni del preventivabile), nel giorno in cui Federer "scazza" una quindicina di agevoli conclusioni in avanzamento con il colpo principe del proprio sconfinato repertorio.

Ciao.

Marco Caldara ha detto...

Ma sono pienamente d'accordo con te. E non mi pare di aver 'dato la colpa' solo a quello, anzi! Peró l'ho trovata una chiave di lettura interessante del match odierno!

A presto!