08 dicembre 2011

GREY'S ANATOMY


[Articolo apparso su www.tennis.it]

Un ritratto del lituano d’Italia Laurynas ‘Grigio’ Grigelis, uno degli Under 20 più promettenti dell’intero panorama mondiale. Si spazia dagli inizi al 2011, passando per personalità, stile di gioco, qualità e prospettive

Non si parla nè della celebre ‘Anatomia del Gray’, storico volume medico, nè tantomeno della serie televisiva americana che ne ha preso ispirazione nel nome, bensì del ventenne Laurynas Grigelis, ormai noto al pubblico come ‘il lituano d’Italia’. Ragazzo genuino e intelligente, ‘Grigio’ – nonostante la grande popolarità acquisita nel suo paese – rappresenta un mix di umiltà, simpatia, spirito di sacrificio e parecchia voglia di lavorare, ma soprattutto, come attestato dai risultati, è in grado di esprimere un grande tennis. Un tennis che gli ha già permesso di entrare fra i primi 200 giocatori della classifica mondiale (abbandonando quindi definitivamente i Futures), conquistare un ricco torneo dell’Atp Challenger Tour, sfiorare la qualificazione al main draw degli scorsi Us Open, e superare giocatori di indubbio spessore.

Nato a Klaipeda il 14 agosto del 1991, ma in Italia ormai da parecchi anni (tanto da parlare talmente bene la nostra lingua che nessuno direbbe sia straniero), Grigelis è seguito principalmente dall’ex professionista Giuseppe Menga, ed è il settimo Under 20 della classifica mondiale, il quarto fra i nati nel 1991. Numeri che parlano da sè, a dimostrazione di come possa sicuramente diventare uno dei protagonisti degli anni a venire. Presso la Future Talent di Brusaporto, in provincia di Bergamo, ha trovato una sorta di casa (in cui da tutti viene visto quasi fosse un figlio), e continua ad allenarsi per crescere sempre di più, verso il definitivo salto di qualità nel tennis che conta.

Del suo gioco colpisce innanzitutto il rovescio a due mani, un colpo naturale dal timing perfetto, e in grado di far davvero la differenza. Spesso pare che il lituano riesca a fare ciò che vuole quando colpisce dal lato sinistro, sfoderando vincenti a ripetizione e non sbagliando praticamente mai. Un’altra arma di vitale importanza è rappresentata da un servizio elegante e incisivo in tutte le varianti, tanto da garantirgli una grande quantità di punti diretti ogni partita. Ottima la botta piatta (che raggiunge elevati picchi di velocità), non da meno lo slice esterno, praticamente imprendibile sui campi molto rapidi. Già buono, ma ancora da affinare, il gioco a rete, mentre il diritto può e deve crescere. Nel corso dell’anno è migliorato parecchio, diventando un colpo solido, ma nei momenti di difficoltà è ancora un po’ troppo ballerino, e rappresenta un punto debole da eliminare. A tutto ciò si aggiunge un fisico perfetto per l’attuale tennis, e una tenuta mentale invidiabile per un ragazzo di soli 20 anni.

E sono proprio le grandi qualità mentali ad averlo aiutato nella sua crescita, scandita da grandi risultati ottenuti alla prima volta. Laurynas, infatti, ha centrato il titolo in una prova Itf alla prima finale, e ha poi fatto lo stesso anche all’esordio nell’ultimo atto sulla terra battuta (quest’anno ad Agadir), e così pure in un Challenger (Aptos 2011). E non si può certo dire che abbia avuto vita facile, in quanto nel 2009 a Wrexham l’avversario David Rice giocava ‘in casa’, mentre quest’anno ad Aptos ha dovuto vedersela con l’esperto Ilija Bozoljac, all’undicesima finale challenger in carriera. Ma alla fine, a sorridere, è sempre stato lui. E non è un caso. Ad alimentare questa preziosa statistica c’è anche il singolare decisivo conquistato nel 2009 in Coppa Davis, contro la Gran Bretagna. In quella sfida ‘Grigio’ ha giocato (e vinto, contro Daniel Evans) per l’unica volta in carriera un match durato cinque set, regalando alla sua Lituania il successo più importante di sempre. Insomma, pare che il bergamasco d’adozione non soffra particolarmente la tensione dei momenti importanti, e riesca anzi sfruttarla a proprio vantaggio, dando il meglio di sé quando la situazione lo richiede.

Fin dove Grigelis possa arrivare è difficile da dire, ma sicuramente il futuro gli sorride. Come detto rende al meglio sulle superfici veloci, e, visto che, come ben sappiamo, il tennis sta andando sempre più in quella direzione, questo non può che rappresentare un vantaggio. Quando nel 2009 compì il miracolo in Coppa Davis il capitano britannico disse “il suo rovescio è brillantissimo, da primi 20 del mondo”. Ecco, quello ipotizzato da John Lloyd sarebbe un grandissimo traguardo, ma è ancora molto distante, ed è necessario tenere i piedi per terra. Grigelis lo sa bene, e insieme a Ricardas Berankis – tornato fra i primi 100 – saprà far dormire sonni tranquilli agli appassionati lituani. Pronti, per la prima volta, a togliersi grandi soddisfazioni anche nel mondo del tennis.

0 commenti: