20 gennaio 2012

AO2012 - DAY 5: IL PEGGIO DI GIORNATA


Quinta giornata di gare e tante cose che, secondo me, sarebbe meglio non rivedere. Ho selezionato, come l'altro ieri, le cinque peggiori. Eccovele.

CINQUE COSE DA NON RIVEDERE:

- L'esultanza esagerata di Nicolas Almagro. Una delle sorprese della giornata è stata la vittoria di Nicolas Almagro contro Stanislas Wawrinka. Una vittoria maturata in tre rapidi set (7-6 6-2 6-4), ma soprattutto figlia delle condizioni non ottimali dello svizzero, che sia nel secondo che nel terzo parziale ha visibilmente sofferto per forti dolori alla schiena. L'unico a non essersene accorto, o così pare, è il vincitore, che - nonostante i problemi fisici del rivale - ha strillato come un pazzo a ogni punto importante del match portato a casa, e dopo aver chiuso l'incontro si è gettato per terra, baciando campo e racchetta. Va bene che ha raggiunto per il terzo anno consecutivo il suo miglior risultato in un Major lontano dalla terra (a dimostrazione di come il cemento lento di Melbourne si addica alle sue caratteristiche), va bene che affrontava un giocatore famoso per tutto tranne che per la sua simpatia, ma forse l'iberico ha un tantino esagerato. In caso di vittoria con Berdych cosa farà? Giro di campo, con bandiera spagnola in spalle, sulle note di 'We Are the Champions'? Si accettano scommesse. 

- Il primo quindici di Nadal-Lacko. 28 colpi. Inutile dire chi se l'è aggiudicato. 

- I due tie-break di Alexandr Dolgopolov. L'ucraino ha perso perché Tomic è stato più bravo nel quinto set, ma se non avesse giocato due tie-break pessimi, magari, l'esito della sfida sarebbe potuto essere diverso. Nel primo, dopo essere stato all'inseguimento per tutta la frazione (e aver anche salvato due set-point sul 5-6), l'ucraino non ha vinto nemmeno un punto, commettendo errori su errori e chiudendo con un doppio fallo. Non da meno il secondo, che l'ha visto rimanere a galla solo perché anche il rivale ha inizialmente sbagliato qualche palla di troppo. Avanti prima per 2-1 (con due servizi a disposizione) e poi per 5-3, Dolgopolov si è sempre lasciato riprendere, e, dopo aver annullato un set-point con un grande ace a uscire (sul 5-6), ne ha regalato un secondo sbagliando un comodo diritto da metà campo, e ha consegnato il set al rivale mettendo in rete un rovescio  incrociato. Se vorrà fare il definitivo salto di qualità (quello che lo potrebbe portare fra i top 10) è necessario un miglioramento anche nei momenti in cui la palla scotta, e quindi nei tie-break. Fin ora nel circuito maggiore ne ha vinti 23, perdendone 25.

- L'assenza di equilibrio nel torneo femminile. Otto sfide, tutte finite secondo pronostico, e una sola al terzo set. È questo l'esito della quinta giornata degli Australian Open femminile, nella quale nessuna delle favorite ha trovato difficoltà. Ben per loro naturalmente, ma un po' di equilibrio non farebbe affatto male. Wozniacki e Radwanska hanno ceduto solo quattro giochi, la Clijsters cinque, l'Azarenka sei, la Jankovic due, e Na Li nemmeno uno, in quanto ha approfittato del ritiro della Medina Garrigues, che nel terzo game ha subito una brutta distorsione alla caviglia. Nessuna sorpresa anche negli altri due incontri di giornata (che non vedevano in gara delle top players), con la ceca Benesova che ha lasciato le briciole alla russa Nina Bratchikova (colei che ha eliminato Pennetta e Brianti), e Julia Goerges che ha superato la nostra Romina Oprandi. Menomale che c'è l'italo-svizzera, la quale, a differenza di tutte le altre sconfitte, è almeno riuscita a togliere un set all'avversaria, arrivando anche più vicina al successo di quanto dica il 3-6 6-3 6-1 finale.

- La poca correttezza di Bernard Tomic. Primo game del quinto set, vantaggio Tomic (che appena prima ha annullato tre palle-break). L'australiano giudica lungo un back di Dolgopolov molto vicino alla riga, e alza quindi il braccio per chiedere la verifica con l'occhio di falco. L'arbitro però non se ne accorge, e Dolgopolov (che si era fermato) colpisce in ritardo, mettendo largo il rovescio successivo. A quel punto l'ucraino fa presente al giudice di sedia che Tomic ha alzato il braccio per chiedere il 'challenge', ma l'idolo di casa nega come se niente fosse. Come se non ci fossero venti telecamere a riprenderlo e un'infinità di spettatori e telespettatori. L'arbitro assegna quindi il punto a Tomic, che tiene il servizio in un game delicatissimo. Un break in quel momento, visto lo scarso rendimento del set precedente, gli sarebbe infatti molto probabilmente costato il successo. È invece è stato Dolgopolov a perdere, salvandosi da 0-30 nel game successivo (nonostante parecchio nervosismo e i fischi del pubblico), ma lasciandosi sopraffare pochi istanti più tardi. Bravo Tomic a vincere tre match combattuti di fila, ma le scorrettezze (e altri comportamenti egocentrici) sarebbe meglio lasciarle a casa. Specialmente per uno che ha le stimmate del campione, e viene indicato come il futuro del tennis mondiale.

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