18 gennaio 2012

AO2012 - DAY 3: IL PEGGIO DI GIORNATA


Terminata la terza giornata di gare a Melbourne, è tempo di giudizi. Oggi non avendo trovato 'tre cose da rivedere' di particolare rilievo, ho deciso di dare spazio solo ai 'flop', allungando a cinque la lista.

CINQUE COSE DA NON RIVEDERE:

- I 25 secondi di Marcos Baghdatis. Cosa sia passato per la testa al tennista cipriota non è dato a sapersi, ma di certo ha regalato una scena che difficilmente verrà dimenticata. Sotto di due set contro Stanislas Wawrinka, Baghdatis ha subìto break in apertura di terzo, e appena si è seduto per il campo di campo ha avuto la brillante idea di frantumare al suolo quattro (!) racchette, due delle quali ancora impacchettate dopo l'incordatura. Ne avesse rotta un'altra avrebbe eguagliato il poco invidiabile record di Marat Safin (che ne ruppe 5 nello stesso incontro, ma non consecutivamente), il quale ha recentemente ricevuto un premio dall'Atp per i 1055 telai distrutti in carriera. Comunque i 25 secondi di follia hanno sicuramente fatto più comodo a Baghdatis e al suo sponsor di attrezzatura (non sono riuscito a capire che racchette siano, ma sono sicuramente un modello nuovissimo), che al rivale, il quale al rientro in campo ha immediatamente restituito il break. Tanto casino per il niente?

- Il crollo di Francesca Schiavone. Davvero una bruttissima prestazione quella della milanese, sconfitta in due set da Romina Oprandi. La numero uno azzurra ha vinto solo il 28% dei punti con la seconda di servizio, e commesso 35 errori gratuiti, fra i quali ben 9 doppi falli. Troppi, decisamente troppi, e infatti gli sono costati molto caro. Non perdeva così presto in un torneo dello Slam da Wimbledon del 2010, e da lei ci si aspettava decisamente di più. "Questo è il peggior Slam della mia vita", ha detto in conferenza stampa. Forse esagera, ma se guardiamo al rapporto aspettative-risultato, non ha tutti i torti. Fa piacere che a beneficiare del suo tonfo sia stata un'altra italiana (o quasi, o forse più), le cui possibilità di avanzare, però, sono purtroppo ben minori rispetto a quelle della Schiavone. In attesa del match della verità con la Goerges, intanto, Romina può godersi il preziosissimo scalpo ("insieme a quella dello scorso anno con Kim Clijsters è la mia miglior vittoria", ha detto), e il premio simbolico di 'Shot of the day' assegnato dal sito del torneo, conquistato grazie a una grande giocata a rete.

- L'overrule di Kader Nouni. Otto pari al quinto set fra Nalbandian e Isner, in campo da circa quattro ore e mezza. Con lo statunitense al servizio, l'argentino ha tre palle-break. Fallisce le prime due, e sulla terza la prima di servizio di Isner viene chiamata 'out' dal giudice di linea (a questo indirizzo, dal minuto 10:20, il video dell'accaduto). Isner sembra accettare la chiamata, ma l'arbitro interviene e compie un overrule, regalando l'ace a 'long John'. Dopo un attimo di incredulità Nalbandian controlla il segno, e chiede l'intervento dell'Occhio di falco, vedendoselo negare dal giudice di sedia (il francese Kader Nouni), in quanto, a suo dire, avrebbe aspettato troppo a chiederlo. Ora, che io sappia (e pare sia così) non esiste alcuna regola che limita il tempo fra la chiamata dell'arbitro e la domanda di verifica da parte del giocatore, sempre che questa, naturalmente, avvenga prima dell'inizio del punto successivo. Quindi, perché negargli questa possibilità? Ma soprattutto, perché fare un overrule su una palla-break sull'8-8 al quinto set quando Isner avrebbe avuto la possibilità, volendo, di chiedere la verifica del proprio servizio? Giusti (o quantomeno motivati) sia la reazione immediata dell'argentino che lo sfogo nella successiva conferenza stampa.

- L'atteggiamento spocchioso di 'Rafa' Nadal. Attraverso Facebook mi è capitato di leggere un articolo di Alberto Pallotti (ragazzo che non conosco e che spero non si offenda per essere stato citato), riguardante la sfida di oggi fra Nadal e Haas, che evidenziava come lo spagnolo in più di un frangente non si sia comportato bene nei confronti dell'avversario. Riporto, di seguito, alcune parti che condivido. "Sul 5 a 3 in proprio favore, in varie occasioni Nadal fa il pugnetto, plateale, prima su di un doppio fallo del tedesco e poi un nastro/out dell’avversario, un autentico colpo di sfiga". "Un campione, sereno, tranquillo, non dovrebbe mai fare gesti del genere, non dovrebbe averne bisogno". "Ho capito l’agonismo, la voglia di vincere, ma gioire sull’errore dell’avversario oppure su di un nastro fortunato è molto brutto. Farlo in un match così, in questa situazione di assoluto controllo, contro un avversario quasi 34enne, che rientra al gioco dopo anni di problemi fisici, è una schifezza". Non mi va di aggiungere altro. Però, forse, è ora di sfatare il mito del campione sempre corretto, bravo, bello, buono, simpatico, gentile, disponibile e chi più ne ha più ne metta. Perché (sempre più spesso) non è così.

- La seconda palla di Vera Zvonareva. Il punto in questione è di ieri, ma visto che ieri mi è sfuggito, ho deciso di dargli spazio oggi, in quanto merita assolutamente menzione. Vera Zvonareva, al servizio contro la rumena Dulgheru su 4-2 40-30 al terzo set in proprio favore, ha estratto dal cilindro uno dei peggiori servizi della storia del tennis (e non sto esagerando), regalando un po' di tennis spazzatura (cit.) agli spettatori dello Show Court 2. Peccato davvero che il video non disponga dell'audio. Le risate della gente, molto probabilmente, non sono mancate. Personalmente mi è anche capitato di vedere di peggio, lo ammetto, ma da giovanissime e inesperte ragazzine in un torneo Itf da 10 mila dollari. D'accordo che c'era parecchio vento (lo si nota dal gonnellino svolazzante della protagonista), ma se questa è la numero due del mondo...

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