Su Tennis.it le cronache (serie, si spera) degli Australian Open 2012. Qui un po' di pensieri a casaccio (e senza neanche troppo senso) sul torneo 'aussie'. Terminata la prima giornata, che - senza il peso della scuola che gli altri anni mi oppimeva - ho potuto seguire quasi interamente (come spero sarà anche per le successive), ecco il meglio e il peggio di quanto visto oggi a Melbourne.
TRE COSE DA RIVEDERE:
- La bella vittoria di Flavio Cipolla. Il romano ormai sta diventando una garanzia anche nei tornei che contano, e anche gli avversari se ne stanno accorgendo, tanto da iniziare a rispettarlo e forse addirittura a temerlo. In nottata l'azzurro si è inserito nei circuiti (ormai un po' vecchiotti) di Nikolay Davydenko, rimontando da una situazione di due set a uno con un rendimento impeccabile negli ultimi due parziali. “Con quel maledetto slice mi faceva piegare le gambe su e giù un colpo dopo l’altro - ha detto il russo - e dopo la metà del quarto set non riuscivo più a scendere. Lui correva di qua e di là e riprendeva tutto, mentre io dovevo fare su e giù". Per Flavio secondo turno da non perdere con Feliciano Lopez.
- L'ironia di Roger Federer. Interpellato dai giornalisti sulla vicenda di ieri, che ha visto Nadal (il quale ha tremendamente torto) accusarlo di scarsa solidarietà nei confronti dei suoi colleghi, lo svizzero se n'è uscito così: "Rafa concordava con me qualunque cosa dicessi; ora è cresciuto, ha dei pensieri propri, credo sia un'ottima cosa". Come dargli torto...
- Il nuovo record di pubblico. Oggi hanno varcato i cancelli di Melbourne Park 45.361 persone, circa 3000 in più rispetto alla giornata inaugurale del 2009, fino a ieri la più ricca di pubblico, con 42.426 unità. È anche vero che Federer e Nadal quest'anno sono dalla stessa parte del tabellone (non accadeva dal Roland Garros del 2005), e quindi sono entrambi scesi in campo nella prima giornata, ma è comunque un buon segnale. Per il tennis e per il torneo australiano, che ormai non ha più niente da invidiare ai tre 'fratelli' che ogni anno lo seguono.
TRE COSE DA NON RIVEDERE:
- Il match Riba-Montanes. Non ce ne vogliano i due protagonisti, entrambi atleti di primissimo livello e da lodare per i risultati raggiunti in carriera, ma, francamente, nel tennis si è visto di meglio. Sul Campo 5 dell'impianto di Melbourne i due spagnoli hanno dato vita, per oltre tre ore, a uno dei match del torneo che sicuramente non sarà ricordato da nessuno, nemmeno dagli spettatori, che, ne siamo certi, si potevano contare sulle dita di una mano. Peccato non poter disporre del dato relativo alle discese a rete dei due protagonisti. Per la cronaca, comunque, ha vinto Riba per 7-6 2-6 6-4 7-6, guadagnandosi la sfida con Philipp Kohlschreiber.
- Il rovescio di Alexander Kudryavtsev. Nulla contro il colpo del tennista russo, che a tratti è stato in grado di far soffrire Federer, e, anche dalla parte sinistra, ha saputo trovare ottime soluzioni. Chi ha visto il match sa a quale punto mi riferisco. Palla di Federer sul rovescio del russo, che arriva in allungo e lascia partire una bordata lungolinea completamente fuori misura che si spegne sul seggiolone dell'arbitro, a non più di dieci centimetri dalla testa di un raccattapalle. Tutti (bambino compreso) l'hanno presa sul ridere.
- L'abbigliamento di Fernando Verdasco. Fra lo stupore generale questa mattina Fernando Verdasco (ormai rinominato Perdasco per la grande capacità di perdere match ormai vinti), si è presentato davanti agli oltre 14mila della Rod Laver Arena con un completino metà rosso e metà giallo fosforescente, abbinato a scarpe e cappellino. Uno spettacolo raccapricciante, tanto che gli mancava solo la targhetta con il nome per essere pronto a lavorare da McDonald's. Voci dicono, infatti, che al termine del match qualche bambino, invece di allungare pallina e pennarello per un autografo, gli abbia timidamente chiesto un Happy Meal. Menomale che non lo vedremo più, viene da dire.
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