Ieri solo il peggio, oggi solo il meglio. Per scelta, o quasi. Ecco quindi la Top 5 di quanto visto a Melbourne nella quarta giornata degli Australian Open 2012.
CINQUE COSE DA RIVEDERE:
- I ricambi azzurri. Con Schiavone, Pennetta e Vinci (le nostre migliori tre giocatrici) eliminate fra primo e secondo turno, ci stanno pensando Romina Oprandi e Sara Errani a tenere alta la bandiera italiana nel torneo femminile. Fa piacere, quindi, sapere che ci siano dei ricambi all'altezza, in grado quando serve di rimpiazzare degnamente le migliori. Della Oprandi abbiamo parlato ieri, perciò oggi mi concentro sulla Errani. La romagnola ha rifilato un doppio 6-2 alla russa Nadia Petrova (29), dimostrandosi più brava a interpretare il forte vento che ha soffiato durante tutto l'incontro, e mandando in tilt l'avversaria con grande solidita e la grinta che da sempre la contraddistingue. Così facendo Sara ha eguagliato il suo miglior risultato di sempre in un torneo del Grande Slam (ha raggiunto il terzo turnp in tutti i Major tranne a Parigi), e sabato avrà ottime possibilità di migliorarsi. Sulla sua strada la rumena Sorana Cirstea (59 Wta), e in caso di vittoria una fra Jie Zheng e Marion Bartoli. I quarti di finale sono ancora parecchio lontani, ma sicuramente meno di quanto sembrasse a inizio torneo. Forza e coraggio!
CINQUE COSE DA RIVEDERE:
- I ricambi azzurri. Con Schiavone, Pennetta e Vinci (le nostre migliori tre giocatrici) eliminate fra primo e secondo turno, ci stanno pensando Romina Oprandi e Sara Errani a tenere alta la bandiera italiana nel torneo femminile. Fa piacere, quindi, sapere che ci siano dei ricambi all'altezza, in grado quando serve di rimpiazzare degnamente le migliori. Della Oprandi abbiamo parlato ieri, perciò oggi mi concentro sulla Errani. La romagnola ha rifilato un doppio 6-2 alla russa Nadia Petrova (29), dimostrandosi più brava a interpretare il forte vento che ha soffiato durante tutto l'incontro, e mandando in tilt l'avversaria con grande solidita e la grinta che da sempre la contraddistingue. Così facendo Sara ha eguagliato il suo miglior risultato di sempre in un torneo del Grande Slam (ha raggiunto il terzo turnp in tutti i Major tranne a Parigi), e sabato avrà ottime possibilità di migliorarsi. Sulla sua strada la rumena Sorana Cirstea (59 Wta), e in caso di vittoria una fra Jie Zheng e Marion Bartoli. I quarti di finale sono ancora parecchio lontani, ma sicuramente meno di quanto sembrasse a inizio torneo. Forza e coraggio!
- I 'numeri' di Lleyton Hewitt. La sfida fra ex numeri uno, che ha visto in campo il padrone di casa e lo statunitense Andy Roddick, non è stata delle più avvincenti (ed è pure terminata con il ritiro di A-Rod), ma Hewitt - per la gioia del pubblico (tutto naturalmente schierato dalla sua parte) - ha comunque trovato il tempo per esibirsi in qualche giocata spettacolare. Fantastica, sia per l'esecuzione che per la grande importanza, la rasoiata lungolinea (minuto 2:24) messa a segno nel secondo gioco del secondo set. Questo colpo gli ha consegnato il primo break-point del match (convertito), rappresentando, di fatto, il punto di svolta dell'intero incontro. Da ricordare anche qualche pregevole soluzione di tocco nei pressi della rete, e un paio di splendidi lob, probabilmente il colpo che 'Rusty' sa eseguire con più precisione. Quando deciderà di appendere la racchetta al chiodo, ne sono certo, ci mancheranno sicuramente. Ma non è ancora finito nemmeno il suo torneo, e quindi non è il caso di andare troppo avanti con la mente. Sabato da scavalcare ci sarà Milos Raonic, più alto e, al momento, più temibile di Roddick. Ma le qualità di grande ribattitore che l'australiano possiede gli faranno sicuramente comodo, e, con l'aiuto dei quasi 15mila della Rod Laver Arena, un successo sembrerebbe alla sua portata.
- I progressi di Ryan Sweeting. Un anno fa lo statunitense vinse contro Daniel Gimeno-Traver la sua prima partita nello Slam australiano, ma al secondo turno venne totalmente piallato (anzi, quasi umiliato) da Rafael Nadal. Non riuscì infatti mai a mettere in difficoltà il rivale, servendo pianissimo e senza la minima variazione, non trovando mai profondità nei colpi di rimbalzo, e 'remando' (naturalmente senza successo) per tutto l'arco del match. Oggi, a soli 365 giorni di distanza, l'americano ha fatto soffrire per cinque set il top 5 David Ferrer - proprio colui che lo scorso anno eliminò il campione maiorchino - giocando uno dei suoi migliori match in carriera. In mezzo il primo titolo nel circuito maggiore (giunto a sorpresa sulle terra verda di Houston), una prestazione decisamente migliore contro lo stesso Nadal (6-3 6-2 6-4 a Wimbledon), e l'ingresso stabile fra i primi 100 giocatori della classifica mondiale. Ma di cosa è frutto questa netta svolta nel rendimento? Si è forse ricordato* di saper giocar bene a tennis?
- I progressi di Ryan Sweeting. Un anno fa lo statunitense vinse contro Daniel Gimeno-Traver la sua prima partita nello Slam australiano, ma al secondo turno venne totalmente piallato (anzi, quasi umiliato) da Rafael Nadal. Non riuscì infatti mai a mettere in difficoltà il rivale, servendo pianissimo e senza la minima variazione, non trovando mai profondità nei colpi di rimbalzo, e 'remando' (naturalmente senza successo) per tutto l'arco del match. Oggi, a soli 365 giorni di distanza, l'americano ha fatto soffrire per cinque set il top 5 David Ferrer - proprio colui che lo scorso anno eliminò il campione maiorchino - giocando uno dei suoi migliori match in carriera. In mezzo il primo titolo nel circuito maggiore (giunto a sorpresa sulle terra verda di Houston), una prestazione decisamente migliore contro lo stesso Nadal (6-3 6-2 6-4 a Wimbledon), e l'ingresso stabile fra i primi 100 giocatori della classifica mondiale. Ma di cosa è frutto questa netta svolta nel rendimento? Si è forse ricordato* di saper giocar bene a tennis?
- Il portoghese Frederico Gil. Fuori dal tabellone principale nel primo 'cut off', il tennista iberico è entrato in tabellone grazie ai numerosi forfait che ci sono stati, e, sulla superficie a lui meno congeniale, ha raggiunto il miglior risultato in carriera. Dopo dodici sconfitte al primo turno e un secondo round (proprio a Melbourne lo scorso anno), il minuto ventiseienne di Lisbona è finalmente riuscito a vincere due match nel main draw di un torneo del Grande Slam, battendo due avversari, sulla carta, più forti di lui. Certo, al primo turno ha approfittato di un Ivan Dodig acciaccato (tant'è che dopo aver dominato il primo set, il croato ha subito un secco 6-1 6-1 4-1 che l'ha indotto ad abbandonare il campo), ma oggi ha dimostrato di meritarsi i sedicesimi di finale. Opposto allo spagnolo Marcel Granollers, ventiseiesimo favorito della manifestazione, 'Fred' si è imposto con il punteggio di 6-3 4-6 6-4 6-3, guadagnandosi la sfida con Jo-Wilfried Tsonga. Difficile che il suo cammino nel torneo possa continuare. Ma essere arrivato fra i migliori trentadue è già una vittoria.
- Il Golubev pensiero. Notte fonda in Italia, Show Court 3, Andrey Golubev contro Richard Gasquet. 6-4 5-2 per il francese, con il kazako-di-Bra visibilmente bloccato da forti dolori agli addominali (si sarebbe infatti ritirato quattro giochi dopo). Al cambio di campo l'arbitro chiede delucidazioni sul suo problema e su "cosa intenda fare". In grande stile la risposta dell'allievo di Massimo Puci, che in italiano replica "eh, che devo fare? Non so... tanto è 4 set che non ci sono, non è che risolvo... non cambia un cazzo". L'audio purtroppo non è dei migliori, ma si capisce quasi tutto, e le risate sono assicurate.
* Da non dimenticare, infatti, che nel lontano 2005 il giocatore statunitense trionfò allo Us Open juniores, mettendosi in evidenza sul cemento di Flushing Meadows per il bel tennis giocato.
- Il Golubev pensiero. Notte fonda in Italia, Show Court 3, Andrey Golubev contro Richard Gasquet. 6-4 5-2 per il francese, con il kazako-di-Bra visibilmente bloccato da forti dolori agli addominali (si sarebbe infatti ritirato quattro giochi dopo). Al cambio di campo l'arbitro chiede delucidazioni sul suo problema e su "cosa intenda fare". In grande stile la risposta dell'allievo di Massimo Puci, che in italiano replica "eh, che devo fare? Non so... tanto è 4 set che non ci sono, non è che risolvo... non cambia un cazzo". L'audio purtroppo non è dei migliori, ma si capisce quasi tutto, e le risate sono assicurate.
* Da non dimenticare, infatti, che nel lontano 2005 il giocatore statunitense trionfò allo Us Open juniores, mettendosi in evidenza sul cemento di Flushing Meadows per il bel tennis giocato.

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