Articolo in partnership con www.tennis.it
Nonostante la sconfitta odierna nella finale del challenger inglese di Loughborough, Flavio Cipolla può consolarsi guardando al suo 2011, una stagione splendida e ben al di sopra delle più rosee aspettative
Loughborough (Regno Unito). E' mancata la ciliegina sulla torta, ma va benissimo così. Flavio Cipolla è arrivato a un passo dal concludere lo splendido 2011 con un successo, ma non ce l'ha fatta. Nel challenger inglese di Loughborough, ultimo torneo della sua stagione, il tennista romano si è spinto fino all'atto finale, superando al termine di match molto combattuti degli avversari di ottimo livello (quali il connazionale Simone Vagnozzi, il temibile austriaco Andreas Haider-Maurer e l'emergente sloveno Aljaz Bedene), ma non è riuscito ad aver la meglio su Tobias Kamke, numero 108 del mondo (ma 64 a gennaio). Il tedesco si è imposto con il punteggio di 6-2 7-5, salvandosi quando, nel secondo parziale, Flavio ha servito per il set sul 5-4, per poi beffarlo nel dodicesimo gioco. Ma al termine di una stagione così esaltante i rimpianti trovano davvero poco spazio. Oltre 170 le posizioni in classifica scalate da Flavio in undici mesi di attività, risultato di una programmazione molto ambiziosa ma rivelatasi pressochè perfetta.
Anche grazie all'aiuto dell'ex top 100 Vincenzo Santopadre, che l'ha seguito per la prima volta in questa stagione (unendosi al padre Quirino), Flavio è cresciuto ulteriormente sul piano del gioco, diventando più incisivo con l'accoppiata servizio-diritto, e riuscendo a ricavare più punti dal rovescio coperto. Due accorgimenti che, uniti alla sempre eccellente visione di gioco e alle invidiabili qualità tattiche, gli hanno permesso di fare il definitivo e tanto atteso salto di qualità. Nel corso dell'anno il romano ha preso parte alla bellezza di 31 appuntamenti (fra i quali 'solo' 14 challengers), divisi fra Oceania, America, Europa e Asia. Si è qualificato in due tornei del Grande Slam (Australian Open e Wimbledon), in tre Masters 1000 (Indian Wells, Madrid e Montreal) e in altrettanti Atp (Barcellona, Estoril e Pechino). Ben 61 le vittorie ottenute (a fronte di 30 sconfitte), fra le quali spiccano quella con Alexandr Dolgopolov (19 Atp) a Pechino, e soprattutto il successo ottenuto al primo turno del Masters 1000 di Madrid sull'ex numero uno del mondo Andy Roddick.
Anche grazie all'aiuto dell'ex top 100 Vincenzo Santopadre, che l'ha seguito per la prima volta in questa stagione (unendosi al padre Quirino), Flavio è cresciuto ulteriormente sul piano del gioco, diventando più incisivo con l'accoppiata servizio-diritto, e riuscendo a ricavare più punti dal rovescio coperto. Due accorgimenti che, uniti alla sempre eccellente visione di gioco e alle invidiabili qualità tattiche, gli hanno permesso di fare il definitivo e tanto atteso salto di qualità. Nel corso dell'anno il romano ha preso parte alla bellezza di 31 appuntamenti (fra i quali 'solo' 14 challengers), divisi fra Oceania, America, Europa e Asia. Si è qualificato in due tornei del Grande Slam (Australian Open e Wimbledon), in tre Masters 1000 (Indian Wells, Madrid e Montreal) e in altrettanti Atp (Barcellona, Estoril e Pechino). Ben 61 le vittorie ottenute (a fronte di 30 sconfitte), fra le quali spiccano quella con Alexandr Dolgopolov (19 Atp) a Pechino, e soprattutto il successo ottenuto al primo turno del Masters 1000 di Madrid sull'ex numero uno del mondo Andy Roddick.
La finale britannica, dodicesima in carriera (ma prima sul veloce indoor) in un torneo dell'Atp Challenger Tour, garantisce a Flavio 48 punti Atp, che gli permetteranno di migliorare ulteriormente il proprio best ranking. 'Cipo' si poterà infatti a 669 lunghezze nella classifica mondiale, scalando ancora qualche gradino e arrivando molto probabilmente alla posizione numero 77. Un risultato difficile da immaginare per un giocatore che a inizio stagione si trovava appena dentro ai primi 250, e con il dovere di rimettere insieme i cocci dopo un 2010 da dimenticare. Ma anche questa volta Flavio ha sorpreso tutti, con grinta, forza di volontà, e ancora tanta voglia di mettersi in gioco. Ottenendo traguardi che acquisiscono ancor più valore alla luce di una carenza fisica non indifferente per il tennis moderno, e una velocità di palla inferiore a quella di gran parte dei suoi colleghi. Chapeau!
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