09 ottobre 2011

SEPPI PADRONE DI MONS


Di Marco Caldara - 9 ottobre 2011
Articolo in partnership con www.tennis.it

Nella finale del ricco challenger belga l'azzurro ha recuperato un set di svantaggio al francese Julien Benneteau (73 Atp), imponendosi al tie-break del terzo e conquistando il quinto titolo in carriera.

Mons (Belgio). Non ce ne sono di storie. Quando scende di categoria Andreas Seppi è una garanzia, e quest'oggi l'ha confermato per l'ennesima volta. Sui rapidi campi in Greenset di Mons (106.500€ + H), in Belgio, l'azzurro ha colto il secondo successo challenger nel 2011 dopo quello centrato a inizio stagione a Bergamo, il quinto dal 2008 (nonostante un numero di partecipazioni molto ridotto). Nelle ultime quattro stagioni, infatti, Andreas ha preso parte a soli dieci tornei - e per di più tutti di altissimo livello - e può quindi vantare un'invidiabile media di un successo ogni due partecipazioni (2 su 3 quest'anno). Vittima odierna il francese Julien Benneteau, numero 73 del mondo, lo stesso che fu sconfitto dall'altoatesino nella finale di Bergamo 2008, teatro della sua prima 'gioia' in carriera.

Proprio come allora Andreas ha faticato parecchio all'inizio della sfida, trovandosi subito costretto a recuperare un set di svantaggio, ma è riuscito prima a pareggiare i conti, e poi a ribaltare l'esito della contesa, imponendosi al tie-break del terzo set (2-6 6-3 7-6) dopo 2 ore e 17 minuti di gioco. Nelle prime battute dell'incontro l'altoatesino è apparso spento e poco reattivo, faticando a trovare soluzioni utili a volgere a proprio favore gli scambi, e non riuscendo a trarre il giusto vantaggio dal servizio, fondamentale che l'ha aiutato molto nel corso della settimana. Ma dopo aver salvato tre pericolosissime palle-break nei primi giochi della seconda frazione, l'azzurro si è sbloccato, facendo sua la seconda frazione e salendo in cattedra nella terza, comandata sino alla conclusione nonostante un pericoloso passaggio a vuoto.

Il break che gli ha consegnato il secondo parziale l'ha trovato nel sesto gioco, partendo bene e venendo aiutato da un doppio fallo di Benneteau, abile a salvare la prima occasione ma non la seconda. Salito a servire sul 5-3 l'azzurro si è trovato costretto a fronteggiare due palle-break, ma su entrambe si è comportato alla grande, servendo prima il quarto ace della sfida e costringendo successivamente il rivale all'errore. Allo stesso tempo il tennista di Caldaro ha anche fallito due set-point (prima con un diritto vincente terminato largo di poco e poi con un rovescio malamente tirato in rete), ma se n'è è conquistato alla grande un terzo - trovando uno spettacolare lob sul chip&charge avversario - e l'ha convertito chiudendo con una volèe di diritto un punto costruito nei minimi dettagli.

Giunto al set decisivo, l'allievo di Massimo Sartori è partito come meglio non avrebbe potuto, trovando un break che gli ha immediatamente permesso di tenere il rivale a distanza. Ciò ha rappresentato la vera svolta dell'incontro, in quanto Andreas ha iniziato a giocare più sciolto, consapevole di doversi limitare a tenere il proprio servizio, mentre Benneteau è stato costretto a dover fare qualcosa in più per riaprire la sfida. E così per Seppi, bravo a limitare gli errori e trovare sempre ottime soluzioni, tutto è filato liscio sino al 5-4, quando la tensione si è fatta sentire, e l'azzurro ha giocato il peggior game del match. Quattro errori consecutivi hanno regalato il 5-5 a Benneteau, sino a quel momento mai troppo incisivo in risposta e incapace di costruirsi le occasioni per rientrare nel match. Tant'è che nel gioco seguente il transalpino ha rischiato di vanificare tutto, concedendo tre palle-break, ma è stato bravo a giocarle tutte nel migliore dei modi, allungando la sfida al tie-break decisivo.

Subito avanti di un mini-break, conquistato con un diritto vincente al termine di un lungo scambio, Andreas si è lasciato riagganciare, ma successivamente è stato molto bravo a contenere il tentativo di allungo di Benneteau, definitivamente beffato poco dopo. Sul 4-3 in favore dell'azzurro il francese ha infatti messo in corridoio un facile rovescio, e - nonostante non abbia smesso di crederci - non è più riuscito a recuperare lo svantaggio, vedendosi costretto ad alzare bandiera bianca, e perdendo la decima (!) delle undici finali disputate da professionista (a tutti i livelli).

Naturalmente il titolo conquistato oggi non è nemmeno paragonabile a quello vinto sull'erba di Eastbourne nello scorso mese di Giugno, ma attesta comunque l'ottima condizione dell'azzurro, e gli regala parecchia fiducia in vista dell'ultima manciata di tornei targati 2011. Per lui anche 15.300€ e la bellezza di 125 punti Atp (poco meno di quelli che avrebbe guadagnato con la finale in un '250'), che gli permettono di difendere in un colpo solo - e con un unico torneo - quelli conquistati lo scorso anno nell'intera tournee asiatica. L'azzurro raggiunse infatti il secondo turno a Tokio e il terzo a Shanghai, mettendo insieme 135 punti, solo dieci in più di quelli incamerati quest'oggi. Si può quindi affermare che la sua scelta di saltare la lunga trasferta in Oriente, inizialmente contestata per mancanza di ambizioni, si sia quindi rivelata azzeccata. E gli permetterà inoltre (seppur per un unica settimana, in attesa di perdere i 90 punti di Shanghai 2010) di tornare a ridosso dei primi 40 giocatori del mondo. Niente male.

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